MORO2020 L’EREDITÀ DELLE PAROLE E DEL CORPO DI ALDO MORO NELLA NOSTRA STORIA

Il gruppo Storia di Grande come una città presenta MORO2020. L’eredità delle parole e del corpo di Aldo Moro nella nostra storia, con Marco Damilano, Miguel Gotor, Fabrizio Gifuni, Francesco Biscione, Christian Raimo e Ilaria Moroni.
La mattina del 16 marzo 1978 in cui le Brigate rosse rapirono Aldo Moro, si votava la fiducia al quarto Governo presieduto da Giulio Andreotti. Per la prima volta il Partito Comunista partecipava alla maggioranza parlamentare che avrebbe sostenuto l’esecutivo. Ed era stato Moro a gestire l’accordo.

15 FEBBRAIO 2020
DALLE 19:00 ALLE 21:00
TEATRO VASCELLO
VIA GIACINTO CARINI, 78 ROMA

 

Dettagli: https://www.grandecomeunacitta.org/eventi-blog/amare-la-storia/moro2020

DOMENICO STARNONE. LA LETTERATURA E L’AMBIVALENZA DELLE RELAZIONI

Come un libro aperto
DOMENICO STARNONE. LA LETTERATURA E L’AMBIVALENZA DELLE RELAZIONI

11 FEBBRAIO 2020
DALLE 18:00 ALLE 20:00
LICEO SCIENTIFICO STATALE “NOMENTANO”
VIA DELLA BUFALOTTA, 229 ROMA

Per il ciclo Come un libro aperto, Grande come una città presenta Domenico Starnone. La letteratura e l’ambivalenza delle relazioni.

Lo sguardo degli altri è la nostra ossessione, la nostra gratificazione, la misura della nostra inadeguatezza. Siamo disposti a perderci, pur di somigliare al nostro profilo migliore, curvando la vita intera. È allora che diventiamo pericolosi: quando diamo il meglio, ben sapendo che il peggio si nasconde poco lontano.
Pietro vive con Teresa un amore tempestoso. Dopo l’ennesimo litigio, a lei viene un’idea: raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – gli propone –, raccontami la cosa di cui ti vergogni di più, e io farò altrettanto. Così rimarremo uniti per sempre. Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Ma una relazione finita è spesso la miccia per quella successiva, soprattutto per chi ha bisogno di conferme. Così, quando Pietro incontra Nadia, s’innamora all’istante della sua ritrosia, della sua morbidezza dopo tanti spigoli. Pochi giorni prima delle nozze, però, Teresa magicamente ricompare. E con lei l’ombra di quello che si sono confessati a vicenda, quasi un avvertimento: «Attento a te». Da quel momento in poi la confidenza che si sono scambiati lo seguirà minacciosa: la buona volontà poggia sulla cattiva coscienza, e Pietro non potrà mai più dimenticarlo. Anche perché Teresa si riaffaccia sempre, puntualmente, davanti a ogni bivio esistenziale. O è lui che continua a cercarla? Dopo il successo internazionale di Lacci e Scherzetto, Domenico Starnone aggiunge una pagina potente al suo lavoro di scavo sull’ambivalenza delle persone e delle relazioni. Con uno sguardo insieme complice e distaccato, e la leggerezza lancinante che possiedono soltanto le grandi narrazioni, ci racconta di un uomo inadeguato a se stesso e alle proprie ambizioni. Ma in realtà ci racconta di noi, di quanto sismico sia il terreno su cui si regge la costruzione della nostra identità.

dettagli:
https://www.grandecomeunacitta.org/archivio-eventi/domenico-starnone

CONCORSO: I COLORI DI UNA NUOVA VITA

I COLORI DI UNA NUOVA VITA: IL CONCORSO DI EMERGENCY E TUNUÉ
PER LE SCUOLE SECONDARIE DI I GRADO SUL TEMA DELLA MIGRAZIONE

 QUALE FUTURO PER AMAL, GORAN E RACHIDA? C’È TEMPO FINO AL 31 MARZO PER INVENTARE UNA GRAPHIC NOVEL SU PARTENZA, VIAGGIO E APPRODO DEI TRE PROTAGONISTI

LE TRE STORIE VINCITRICI ILLUSTRATE DA NOTI FUMETTISTI E PUBBLICATE IN UN LIBRO

Amal, quattordicenne ribelle di Kabul, Goran, sfollato in un campo profughi in Iraq a dodici anni, e Rachida, aspirante atleta sudanese quindicenne, sono tre giovani in procinto di lasciare il proprio Paese per fuggire dalla guerra. Riusciranno a partire? Chi incontreranno sul loro cammino? Dove arriveranno, e cosa succederà nella loro “nuova vita”?

Sono questi gli spunti da cui partire per “I colori di una nuova vita”, il concorso di EMERGENCY e della casa editrice Tunué dedicato al tema della migrazione. Il bando aperto fino al 31 marzo chiede ai ragazzi delle scuole secondarie di I grado di tutta Italia di scrivere la sinossi di una graphic novel, immaginando la partenza, il viaggio o l’approdo di tre personaggi di fantasia loro coetanei. Gli studenti potranno scegliere il loro protagonista tra quelli proposti, e raccontare in un testo della lunghezza di tre cartelle una delle tappe della sua migrazione forzata: la partenza, il viaggio, o l’arrivo nel paese di accoglienza, scegliendo se farli incontrare o meno lungo il percorso. I ragazzi potranno lavorare da soli, in gruppo, o come classe. Per partecipare, è necessario inviare una richiesta all’indirizzo graphicnovelcontest@emergency.it tramite il proprio insegnante.

Il concorso ha lo scopo di coinvolgere e stimolare i ragazzi a confrontarsi con uno strumento narrativo complesso e, nello stesso tempo, con argomenti di grande attualità. Gli elaborati pervenuti saranno valutati da una giuria di esperti composta da rappresentanti di EMERGENCY e Tunué, in base a criteri di attinenza al tema, qualità, originalità, immediatezza comunicativa e impatto emotivo. Le tre storie vincitrici saranno sviluppate sotto forma di sceneggiatura e trasformate da noti fumettisti in una graphic novel stampata in 5.000 copie e distribuita gratuitamente nelle scuole italiane durante l’anno scolastico 2020-2021.

Il regolamento completo, i profili dei tre personaggi, e materiale di approfondimento sulle rotte migratorie che li riguardano sono disponibili sui siti di EMERGENCY e Tunué

Per ulteriori informazioni o chiarimenti: graphicnovelcontest@emergency.it.

Il concorso “I colori di una nuova vita” è realizzato con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nell’ambito del progetto “NO ALLA GUERRA, per una società pacifica e inclusiva rispettosa dei diritti umani e della diversità fra i popoli”, un’iniziativa di Educazione alla Cittadinanza Globale.

 

EMERGENCY

EMERGENCY ONG ONLUS è un’organizzazione indipendente e neutrale, fondata in Italia nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. EMERGENCY promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani. Dal 1994, EMERGENCY ha lavorato in 18 Paesi, curando oltre 10 milioni di persone.

TUNUÉ

Tunué è una casa editrice specializzata in graphic novel per lettori junior e adulti, nonché nella saggistica dedicata al fumetto, all’animazione, ai videogiochi e ai fenomeni pop contemporanei. La qualità e l’articolazione delle proposte ne hanno fatto un punto di riferimento nell’attuale panorama editoriale italiano e un partner riconoscibile a livello internazionale.

Come un libro aperto GUIDO VITIELLO RACCONTA IL BATES MOTEL

1 FEBBRAIO 2020
DALLE 18:00 ALLE 20:30
CSA ASTRA
VIA CAPRAIA, 19 ROMA
 
https://www.grandecomeunacitta.org/archivio-eventi/guido-vitello
 

Guido Vitiello, in compagnia di Lorenzo Benadusi e Elena Papadia, ci parla del suo ultimo libro Una visita al Bates Motel (2019). Questa indagine nasce da una serie di indizi curiosi – un refuso rivelatore, Psyche invece di Psycho, nel primo trafiletto che annunciava il nuovo progetto di Hitchcock; una statuetta di Amore e Psiche di Canova, che si intravede in una scena del film; una sibillina dichiarazione del regista, che presentò Psycho alla stampa come un’“escursione nel sesso metafisico” – e prosegue con un’ispezione dei luoghi del delitto ormai disabitati: il Bates Motel e la casa arcigna in cima alla collina, che Hitchcock volle allestire come gallerie d’arte o Wunderkammern. E diventa una visita guidata che si svolge, con i brividi di prammatica, fra il bric-à-brac degli arredi cupi, e sotto l’occhio impassibile di uccelli impagliati. Una stanza dopo l’altra, il detective Vitiello – e dietro di lui, lo spirito di un Hitchcock mistagogo e sornione – ci aiutano a vedere la spettrale dimora vittoriana di Psycho come un musée imaginaire dell’erotica misterica, per le cui stanze si inseguono tra cicli mitologici infernali: Amore e Psiche, Orfeo ed Euridice, Demetra e Persefone. È una scoperta sorprendente e a suo modo sinistra, alla quale tutto sommato vorremmo sottrarci. Ma forse è troppo tardi: come avremmo dovuto sapere prima ancora di aprire il libro, infatti, dal regno infero di Norman Bates non si esce con la stessa facilità con cui si entra.  

Guido Vitiello scrive per il Foglio e per Internazionale. Ricercatore alla Sapienza di Roma, studia e insegna per lo più ‘cose’ di cinema. Una visita al Bates Motel è il suo ultimo libro.

Elena Papadia (Roma, 1972), è professore associato di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale (Coris) della Sapienza, Università di Roma. Si occupa di storia culturale dell’Ottocento e del Novecento. Il suo ultimo libro è La forza dei sentimenti. Anarchici e socialisti in Italia, 1870-1900 (il Mulino, 2019).

Lorenzo Benadusi insegna Storia contemporanea e Storia della cultura in età contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma Tre. Si occupa in particolar modo di storia di genere, con attenzione anche all’ambito cinematografico. Il suo ultimo saggio è Vedo nudo. Il dibattito su cinema e rivoluzione sessuale (1968-1970), in Cinema e Storia, Numero Speciale, 2019.

* info: grandecomeunacitta@gmail.com
* accessibilità

– non sono presenti barriere architettoniche all’ingresso 
– non è disponibile un bagno per disabili
– non è presente un parcheggio per disabili

* linee ATAC – http://www.atac.roma.it 
* fermata Capraia/Monte Croce – linea 90; fermata Monte Rocchetta/Monte Croce – linee 338, 339, 349; metro B Jonio

 

Portelli e Celestini: Roma occupata, clandestina, resistente

Per il ciclo Me ‘mpiccio, il gruppo storia di Grande come una città presenta:

Roma occupata, clandestina, resistente con Alessandro Portelli e Ascanio Celestini

Liceo Ginnasio Statale Orazio
Via Alberto Savinio 40, Roma
Giovedì 30 gennaio
dalle 17:30 alle 19:30

ore 17:30
Le ragazze e i ragazzi delle medie del circolo di lettura “I luoghi veri” presentano:
Voci della Roma Occupata
letture da Rosetta Loy, Anna Foa, De Benedetti, Lia Levi, Brecht

ore 18:00
Alessandro Portelli e Ascanio Celestini

Le Fosse Ardeatine rappresentano ancor oggi un banco di prova della coscienza delle nuove generazioni.

Quale memoria ha lasciato la strage nazista delle Fosse Ardeatine, 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, trucidati a Roma il 24 marzo 1944, come rappresaglia dell’attentato partigiano di via Rasella? La nuova edizione de L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria di Alessandro Portelli, uscito nel 1999 e divenuto ormai un punto di riferimento sulla memoria del fascismo e dell’antifascismo, è l’occasione per tornare a parlarne.

L’autore è tornato a lavorare sul suo saggio bandiera, che ha gettato una luce sulle false notizie circolate in occasione del terribile eccidio delle Fosse Ardeatine. Ad arricchire questa edizione, in occasione dei vent’anni dall’uscita della prima, un saggio dedicato proprio alla memoria del nazifascismo e al suo rapporto con le più recenti riprese di sussulti fascisti e di letture revisioniste o svalutative della Resistenza.
Protagonista assoluta del libro è la voce diretta dei portatori della memoria: duecento intervistati, di cinque generazioni, e di diversissima estrazione sociale e politica (compresi fascisti ed ex fascisti).
Le voci di questo libro danno vita a una ricostruzione di grande respiro corale, che si struttura attorno all’elaborazione e alla codificazione di un linguaggio. In questa nuova edizione con un CD Audio l’autore ha raccolto le voci dei testimoni intervistati per la stesura del libro.

Ascanio Celestini, con Radio clandestina

Si tratta del monologo teatrale che Celestini ha composto ispirandosi al libro di Alessandro Portelli, “L’ordine è già stato eseguito”, in cui l’autore ricostruisce l’eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944. Una storia raccontata dal ‘basso’, dalle strade e dai quartieri poveri di una Roma ferita da bombardamenti e rastrellamenti, brulicante di un’umanità offesa, umiliata da una vicenda atroce e incomprensibile. Di quell’umanità l’attore e scrittore fornisce un ritratto partecipato, come emerge dal CD allegato allibro, in cui lo spettacolo prende corpo e in cui la sua voce diventa quella di un’intera città. Completano l’opera uno scritto di Mario Martone e le testimonianze sulla strage raccolte da Alessandro Portelli.

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Dettagli:
https://www.facebook.com/events/610858479746170/

L’italia del ‘900 con Miguel Gotor, Franco Benigno e Giancarlo De Cataldo

https://www.grandecomeunacitta.org/eventi-blog/amare-la-storia/l-italia-del-novecento
 
A cura del gruppo di storia di Grande come una città, per il ciclo Amare la storia.
L’italia del Novecento
con Miguel Gotor, Franco Benigno, Giancarlo De Cataldo

29 gennaio 2020
dalle 17:30 alle 20:00
Liceo Scientifico Nomentano
via della Bufalotta, 229 Roma
Ingresso libero

Dopo le tre giornate del laboratorio dell’Atelier di Storia
Come si scrive una storia d’Italia? Laboratorio sul libro «L’Italia nel Novecento. Dalla sconfitta di Adua alla vittoria di Amazon» che hanno visto Miguel Gotor avvicinarci ai problemi dello storico, ai temi, i nodi e le interpretazioni ; del come e perché si scrive una storia d’Italia,
ci siamo dati appuntamento per parlare del libro una volta uscito.
Ne discuteremo con l’autore Miguel Gotor, con Franco Benigno, docente di storia moderna alla Scuola Normale di Pisa e Giancarlo De Cataldo magistrato e scrittore con l’introduzione di Christian Raimo.

L’Atelier si è tenuto tra il 3 e il 17 novembre diviso in tre parti
Dal 1919 al 1945: l’Italia fascista
Dal 1966 al 1980: la stagione dei movimenti tra speranze e tempeste
Dal 1992 al 2016: dalla «Repubblica dei partiti» alla «Repubblica dell’anti-politica»,

Nelle tre giornate abbiamo affrontato diverse prospettive legate al periodo storico preso in esame: come e perché si scrive una storia d’Italia; temi, nodi e interpretazioni; come nasce un libro di storia. Le fonti; la storia come cronaca.

Tutte le lezioni sono disponibili sul sito grandecomeunacitta.org e sul nostro canale youtube


Il libro
L’Italia nel Novecento è una storia del Paese-Italia e non soltanto della nostra nazione che ripercorre le tappe di una difficile modernizzazione tra l’Europa e il Mediterraneo.
Il lavoro presenta soprattutto due originalità. La prima: affronta i classici nodi della storia italiana con piena consapevolezza dei dibattiti revisionistici che hanno attraversato il confronto storiografico negli ultimi trent’anni, ma al tempo stesso li storicizza depurandoli della loro origine ideologica e militante. La seconda: offre una lettura sintetica, ma generale, di una serie di fenomeni – movimenti sociali, violenza politica, lotta armata, stragismo, terrorismo interno e internazionale – nell’arco lungo 1966-85, che ha dei tratti di novità e di presa di distanza, dovuti, anche in questo caso, a una ragione di tipo generazionale.

Miguel Gotor (Roma, 1971) insegna Storia moderna all’Università di Torino. È stato fellow presso «Villa I Tatti. The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies» e senatore della Repubblica dal 2013 al 2018. Si occupa di santi, eretici e inquisitori tra Cinque e Seicento e di storia italiana degli anni Settanta del Novecento. Ha pubblicato, tra l’altro, I beati del papa. Santità, Inquisizione e obbedienza in età moderna (2002) e Santi stravaganti. Agiografia, ordini religiosi e censura ecclesiastica nella prima età moderna (2012). Per Einaudi ha curato le Lettere dalla prigionia di Aldo Moro (premio Viareggio per la saggistica 2008), la raccolta di scritti di Enrico Berlinguer La passione non è finita (2013) e ha pubblicato Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano (2011).
I precedenti interventi di Miguel Gotor a «Grande come una città», sempre nel ciclo Amare la storia, sono disponibili all’indirizzo:
https://grandecomeunacitta.org/index.php/iniziative/amare-la-storia
• Giuliano Turone, Miguel Gotor TRAME E MISTERI D’ITALIA del 25 marzo 2019 e
• Miguel Gotor: “Io ci sarò ancora”. Il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro del 3 maggio 2019


Franco Benigno (Palermo nel 1955)
È ordinario di storia moderna alla Scuola Normale Superiore di Pisa. È stato preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo. È stato, inoltre, direttore dell’Istituto Meridionale di Storia e Scienze sociali ed è membro della redazione di varie riviste scientifiche, tra cui «Storica», che ha contribuito a fondare. Tra i suoi libri ricordiamo “L’ombra del Re. Ministri e lotta politica nella Spagna del Seicento”, Marsilio 1992; “Specchi della rivoluzione. Conflitto e identità politica nell’Europa moderna”, Donzelli 1999; “Le parole del tempo. Un lessico per pensare la storia”, Viella 2013; “La mala setta. Alle origini di mafia e camorra”, Einaudi 2015; “Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica”, Einaudi 2018

Giancarlo De Cataldo ( Taranto 1956)
È Giudice di Corte d’Assise a Roma. Scrittore, traduttore, autore di testi teatrali e sceneggiature televisive, ha pubblicato come autore diversi libri, per lo più di genere giallo. Collabora con “la Repubblica”. Tra i suoi libri ricordiamo “Romanzo criminale” (2002), “I Traditori” (2010), “Suburra” (2013) e “L’agente del caos” (2018) tutti editi con Einaudi.”

Si ringrazia la libreria Bookish e la libraia Giorgia Sallusti per aver messo a disposizione libri e professionalità.
 
* info: grandecomeunacitta@gmail.com
* accessibilità – non sono presenti barriere architettoniche
* linee ATAC – http://www.atac.roma.it

Fabio Ecca: I “pescecani di guerra”: la Grande Guerra e il suo dopoguerra tra politica, economia e morale.

Amare la storia, ciclo di incontri del gruppo Storia di Grande come una città presenta I “pescecani di guerra”: la Grande Guerra e il suo dopoguerra tra politica, economia e morale. incontro con lo storico Fabio Ecca.

La prima guerra mondiale è stata, oltre che uno scontro militare, anche un conflitto industriale in cui la qualità e la quantità della produzione hanno contribuito a sancire la vittoria finale. In Italia la guerra del 1915-1918 ha rappresentato non solo un volano per lo sviluppo industriale nazionale ma anche, e di conseguenza, un’occasione senza precedenti da parte di molti fornitori di prodotti a uso bellico per arricchirsi illecitamente ai danni dell’Erario pubblico.
Tra il 1920 e il 1922, sulla realizzazione di questi sovraprofitti e in risposta anche al trauma del conflitto, indaga, la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle spese di guerra, che svelerà, almeno in parte, gli opachi rapporti creatisi nella straordinaria contingenza della Grande Guerra tra amministrazione pubblica e industriali italiani. Grazie al fondo omonimo, conservato presso l’Archivio storico della Camera dei Deputati, reso consultabile solo negli ultimi anni e, e analizzando il fondo Ministero Armi e Munizioni, Contratti presso l’Archivio Centrale dello Stato, è possibile oggi studiare e analizzare i cosiddetti lucri di guerra e ricostruire gli importanti fenomeni di speculazione che le industrie compirono durante e dopo il conflitto e che segnarono le politiche industriali italiani anche nei decenni successivi. Si tratta di un approccio innovativo che può contribuire ad aprire nuove scenari di ricerca sul tema della trattazione della Grande Guerra offrendo ulteriori spunti per affrontare una seria critica alla guerra e alla sua conduzione, soprattutto da un punto di vista organizzativo e produttivo.

Fabio Ecca, dopo essersi laureato in Storia e società presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi Roma Tre, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca nel corso “Storia e scienze filosofico-sociali dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata con una ricerca intitolata Inchiesta sul sovrapprofitto: politica, amministrazione, imprese (1914-1922). Autore di numerosi saggi e contributi sul rapporto tra Stato e privati nei primi decenni del XX secolo, nel 2017 ha pubblicato per Viella il volume Lucri di guerra. Le forniture di armi e munizioni e i “pescecani industriali” in Italia (1914-1922). Le sue ricerche interdisciplinari si muovono principalmente tra storia politica e storia economica.

20 maggio 2019
dalle 18:00 alle 20:00
Sala Consiliare del III Municipio
Piazza Sempione, 15 Roma

* info: grandecomeunacitta@gmail.com
* accessibilità – non sono presenti barriere architettoniche
* linee ATAC – http://www.atac.roma.it
* fermata Sempione – linee 90, 69, 60, 337, 86



Miguel Gotor: “Io ci sarò ancora”. Il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro. 3 Maggio ore 18

Amare la storia, ciclo di incontri del gruppo Storia di Grande come una città, ospita lo storico Miguel Gotor per parlare del suo ultimo libro dedicato al caso Moro.

Miguel Gotor è lo storico italiano più esperto del caso Moro. Io ci sarò ancora. Il delitto Moro e la crisi della Repubblica (PaperFirst, 2019) presenta una raccolta di suoi interventi sui 55 giorni che cambiarono la storia della Repubblica. In particolare, l’autore si concentra sulle dinamiche del sequestro, sulla strenua battaglia del prigioniero, sull’azione delle Brigate Rosse, sull’area di contiguità alla lotta armata, sulle trattative segrete, sul loro fallimento, sul ruolo avuto dai servizi di intelligence e sulle tensioni geopolitiche al tempo della Guerra Fredda tra Est e Ovest, Nord e Sud del mondo e lungo l’asse del conflitto arabo-israeliano.
L’operazione Moro vide, infatti, la convergenza di interessi, a livello internazionale, tra il blocco orientale e quello occidentale e, a livello nazionale, tra un fronte reazionario legato all’oltranzismo atlantico, alla destra anticomunista e ad ambienti piduisti e i gruppi rivoluzionari del cosiddetto ‘Partito armato’ intorno a una comune matrice sovversiva. A causa della convergenza di queste forze, che pure agirono in modo autonomo l’una dall’altra, l’operazione Moro rappresenta il punto più drammatico raggiunto dalla strategia della tensione in Italia.

«Le ricerche di Miguel Gotor forniscono elementi fondamentali di conoscenza, riflessione e valutazione sul contesto, gli obiettivi e le vicissitudini del sequestro e della morte di Aldo Moro».
Gian Carlo Caselli nella prefazione di Io ci sarò ancora. Il delitto Moro e la crisi della Repubblica di Miguel Gotor (PaperFirst, 2019)

Miguel Gotor (Roma, 1971) insegna Storia moderna all’Università degli Studi di Torino. È stato borsista della Fondazione Michele Pellegrino e della Fondazione Luigi Firpo – Centro di Studi sul Pensiero Politico Onlus e fellow presso Villa I Tatti – The Harvard Univ. Center for Italian Renaissance Studies. Si occupa di santi, eretici e inquisitori tra Cinquecento e Seicento e ha pubblicato, tra l’altro, I beati del papa. Inquisizione, santità e obbedienza in età moderna (Casa editrice Leo S. Olschki, 2002), Chiesa e santità nell’Italia moderna (Editori Laterza, 2004). Per Einaudi editore ha curato il volume Lettere dalla prigionia di Aldo Moro, con cui ha vinto il premio Viareggio per la saggistica nel 2008. Per la collana Passaggi di Einaudi ha inoltre pubblicato Il memoriale della Repubblica (2011). Nel 2019 per PaperFirst, collana della società editoriale il Fatto ha pubblicato Io ci sarò ancora. Il delitto Moro e la crisi della Repubblica.
[https://www.einaudi.it/autori/miguel-gotor/]

Christian Raimo (Roma, 1975), assessore alla cultura del Terzo municipio, insegnante, giornalista e scrittore, è redattore di minima&moralia e di Internazionale, collabora con Editori Laterza. Tra i suoi titoli Le persone, soltanto le persone (minimum fax, 2014), Tranquillo prof, la richiamo io (Einaudi, 2015), Tutti i banchi sono uguali (Einaudi, 2017), Ho 16 anni e sono fascista (Piemme, 2018), La parte migliore (Einaudi, 2018).

3 maggio 2019
dalle 18:00 alle 20:00
Circolo culturale Montesacro – primo piano
Corso Sempione, 27 Roma

* info: grandecomeunacitta@gmail.com
* accessibilità – non sono presenti barriere architettoniche
* linee ATAC – http://www.atac.roma.it
* fermata Sempione – linee 90, 69, 60, 337, 86, 336
 
fonte: https://www.grandecomeunacitta.org/

Grande come una città incontra Barca e il Forum Disuguaglianze Diversità. Assemblea aperta sulle 15 proposte per la giustizia sociale

La Scuola di politica popolare presenta un incontro tra Grande come una Città, Fabrizio Barca e il Forum Disuguaglianze e Diversità in un’Assemblea aperta sulle 15 proposte per una giustizia sociale. Una preziosa occasione per confrontarsi sulle difficoltà che ancora oggi, drammaticamente, abitano le aree interne del territorio nazionale e le periferie cittadine. Interverranno il Presidente del Terzo Municipio Giovanni Caudo e l’Assessore alla Cultura Christian Raimo. Lunedì 29 aprile 2019 dalle ore 17:30 alle 20:00 Sala Agnini – Viale Adriatico, 136 00139 Roma

Dopo due anni di lavoro, oltre cento persone coinvolte, trenta incontri in giro per l’Italia, il Forum Disuguaglianze e Diversità ha presentato il rapporto “15 Proposte per la giustizia sociale”: un pacchetto di proposte di politiche pubbliche e azioni collettive, ispirate dall’analisi e dalle idee di Anthony Atkinson, che intervengono su tre meccanismi di formazione della ricchezza: il cambiamento tecnologico, la relazione tra lavoro e impresa, il passaggio generazionale. 
Quindici proposte concrete, attuabili, che rovesciano la narrazione della mancanza di un’alternativa alle disuguaglianze crescenti e che aprono alla possibilità di trasformare i sentimenti di rabbia nella leva di una nuova stagione di emancipazione e giustizia sociale.
 
Il Forum Disuguaglianze e Diversità è insieme un think tank e un’alleanza, e nessuna delle due, visto il significato distorto che hanno assunto. È un luogo di incontro di conoscenze di due mondi, della ricerca e della cittadinanza attiva e di diffusione di informazioni e dati e di sperimentazione di metodi di confronto. È promosso da un Comitato formato da trentacinque persone e da otto organizzazioni di cittadinanza attiva (ActionAid, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Dedalus Cooperativa Sociale, Fondazione Basso, Fondazione di Comunità di Messina, Legambiente, UISP). La sua missione è quella di produrre, promuovere e influenzare proposte per l’azione collettiva e per l’azione pubblica che favoriscano la riduzione delle disuguaglianze e l’aumento della giustizia sociale, secondo l’indirizzo dell’articolo 3 della Costituzione. 

Fabrizio Barca statistico-economista, ha lavorato per Bankitalia, il Ministero dell’Economia, i Comitati OCSE e UE e ha ricoperto la carica di Ministro per la coesione territoriale dal 2011 al 2013. Ha seguito progetti di ricerca (impresa, concorrenza, coesione, partiti) e strategie di politica economica. Autore di saggi e libri, ha insegnato e insegna in diversi atenei, italiani ed esteri. Oggi volontario in progetti territoriali, presso la Fondazione Basso e il Forum Disuguaglianze e Diversità.
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* info: scuoladipoliticapopolare@gmail.com 
grandecomeunacitta@gmail.com
* web: www.grandecomeunacitta.org

* accessibilità – non sono presenti barriere architettoniche
* linee ATAC – http://www.atac.roma.it
* fermata Adriatico/Lampedusa – linee 86, 90, 336, 337
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